Allenatore e psicologo dello sport: una squadra vincente

L’allenatore è una figura cardine per la carriera di un atleta o una squadra.

Fa assolutamente la differenza: non solo come istruttore che consente di apprendere lo sport, ma anche e soprattutto come punto di riferimento fondamentale con cui affrontare vittorie e sconfitte, personali e condivise.

L’allenatore spesso accompagna la crescita di un atleta, impara a conoscerlo, a riconoscere i suoi punti di forza e le sue vulnerabilità, facendogli da supporto e confidente in alcune circostanze, sfidandolo e spronandolo in altre.

 

Per un atleta o una squadra, avere un buon rapporto con il proprio allenatore è fondamentale.

 

Costruire una buona relazione però non è per niente facile: molti esterni al ruolo non se ne rendono conto ed emettono rapide sentenze superficiali.

 

Ogni allenatore lo sa: ci sono periodi in cui le squadre sono difficili da contenere, da spronare, da coordinare, e ci sono gli squilibri prodotti dai singoli atleti.

Ci sono tante problematiche da gestire: l’atleta che perde la motivazione, quello che si sente messo in disparte, quello che ha problemi fuori dal contesto sportivo, quello che fatica a stare dentro alle regole, quello più impulsivo e prepotente etc.

Il tutto viene condito dalla fascia d’età degli atleti o dal passaggio evolutivo tra una fase e l’altra di vita, momenti che possono davvero spostare il baricentro del team.

Capita a ogni allenatore di trovarsi in difficoltà: alcune situazioni possono dare del filo da torcere, indipendentemente dalle competenze e dall’esperienza del coach. In queste circostanze l’allenatore, oltre a dover gestire i propri vissuti e continuare a fare il proprio lavoro, deve anche tenere testa a pressioni esterne, quali tifoserie, genitori degli atleti etc. a seconda del tipo di squadra e del livello agonistico.

 

 

Perché può aver senso coinvolgere uno psicologo dello sport?

Lo psicologo dello sport può essere una figura risolutiva in queste circostanze.

Consapevole del ruolo e dell’importanza dell’allenatore, non intende sostituirsi allo stesso dando suggerimenti tecnici o tattici non di propria competenza, ma proporsi come una figura esterna in grado di cogliere le personalità degli atleti e la loro interazione. Il proporsi come consulente esterno può rappresentare un enorme vantaggio: eventuali osservazioni, test e attività verrebbero accolte diversamente dagli atleti che se le proponesse l’allenatore stesso.

Uno psicologo dello sport potrà:

  • Aiutare l’allenatore a osservare la squadra o l’atleta da un punto di vista differente, cogliendone le criticità e le fasi di sviluppo da un punto di vista psicologico
  • Fornire all’allenatore una mappa delle relazioni che ci sono tra gli atleti, o una relazione sulle specifiche del singolo atleta, dopo aver impiegato colloqui o questionari/test psicologici. Tali dati gli saranno utili anche per la pianificazione di strategie agonistiche
  • Aiutare l’allenatore a osservarsi in relazione alla squadra o all’atleta, potenziando, conseguentemente, le proprie capacità comunicative, di leadership, di regolazione emotiva
  • Aiutare l’allenatore a gestire problematiche mirate: il rischio di abbandono di un atleta, un calo improvviso nelle prestazioni, problematiche alimentari etc.

 

Il percorso di consulenza viene strutturato ogni volta ad hoc, sulla base dell’esigenza specifica del caso.

…quindi, perchè non provare a costruire questa squadra vincente?

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