Essere genitori oggi: esiste la ricetta giusta?

Negli ultimi tempi si parla molto di “nuovi adolescenti”, “nuove famiglie”, “nuovi genitori”. Nuovi…ma cosa è cambiato?

Probabilmente non esiste un’unica risposta. È cambiato l’individuo, la donna, l’uomo, è cambiata la società dove viviamo e cresciamo. È cambiato anche il modo in cui la famiglia si costituisce come tale. Al giorno d’oggi è di molto posticipato il momento in cui la coppia sceglie di dare vita ad un nuovo individuo, si cerca spesso il “momento giusto”, il momento più stabile. Questo può sembrare un ragionamento saggio, un calcolo corretto, ma purtroppo ciò può avere anche l’effetto collaterale di aumentare le aspettative e idealizzare il proprio figlio.

 

Il genitore di un figlio adolescente è sempre più disorientato, preoccupato e incerto. “Non lo riconosco più”, è la frase che molti ripetono increduli di fronte all’ennesimo problema. Si sente la distanza tra il figlio ideale, tanto atteso e investito di aspettative, e il figlio reale.

 

Essere e fare i genitori può diventare quindi stressante. Lo è mantenere la pazienza quando dopo una giornata di lavoro, a casa aspettano altri problemi; è stressante cercare di conquistare quotidianamente quella fiducia che crescendo i figli riversano impulsivamente sugli altri, sui primi amori, sui primi errori. È stressante cercare di proteggerli lasciandoli anche liberi di scegliere e di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato.

In tutto questo a volte si “esplode”.

Ebbene sì, i genitori sono prima di tutto delle persone, degli uomini e delle donne con il loro carattere e con i loro stessi problemi e fatiche, che cercano di destreggiarsi tra loro stessi e i figli, come degli equilibristi. Ed ecco che il mito della famiglia del Mulino Bianco crolla, si perde l’equilibrio e si cade a terra, con tutto il mulino.

A questo punto arriva la fatidica domanda “Cosa ho sbagliato con mio figlio?”

I genitori vanno così alla ricerca di istruzioni, consigli, come un viaggiatore assetato cerca l’acqua dopo una giornata di cammino nel deserto, e sono convinti che se le cose non si sono ancora sistemate è perché non hanno trovato la ricetta giusta.

Si prova di tutto, dal controllarli all’essere permissivi e loro pari, ma la certezza è la rabbia che si prova quando gli sforzi non sono ripagati dai risultati.

No, non esiste la ricetta giusta. Ma ciò che di certo può aiutare i genitori è impegnarsi a conoscere e capire sé stessi e il proprio figlio.

 

Bisogna sempre ricordarsi che la perfezione non esiste e non ci si deve spaventare di fronte ai momenti di difficoltà.

 

Genitori: non ponetevi degli obiettivi a priori, ambite ad essere sufficientemente buoni e restate sempre aperti e curiosi nei confronti dei figli.

 

 

 

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