Come godersi le feste natalizie… anche durante

“A Natale puoi… fare quello che non puoi fare mai”… canticchia uno spot molto famoso, e nel bene e nel male è proprio quello che accade durante le feste natalizie: trascorrere del tempo in clima festoso e molto spesso in compagnia di una famiglia più o meno allargata, mangiando quello che (fortunatamente) non si può mangiare quotidianamente.

La consuetudine di un festeggiamento che ripropone gli stessi feticci ogni anno (luci, addobbi, abeti colorati…) non manca mai di avere i suoi effetti rassicuranti sugli animi e sulle menti, soprattutto in vista di una pausa da lavoro e dalle incombenze quotidiane che a fine anno, e con le fredde e corte giornate invernali, si aspetta sempre con grande trepidazione.

Nonostante tutto questo, a cui si aggiungono loop infiniti di film a tema, spot pubblicitari molto enfatici e propaganda più o meno intensiva sul romanticismo delle feste natalizie, è uno dei periodi dell’anno più attesi e al contempo più sofferti.

Che non si riesca ad equiparare quasi mai le romantiche idealizzazioni filmesche sulla notte di Natale è intuitivamente uno dei certi motivi della disillusione di chi si ritrova a fare i conti con una vigilia ben più grigia e spesso persino a tinte fosche: da chi non ha una famiglia allargata (a volte neanche ristretta) con cui festeggiare e deve subire il peso del confronto costante propagandistico, a chi la famiglia ce l’ha tutta… anche troppa…

Il più delle volte infatti – e come spesso accade- è più l’attesa del Natale ad essere goduta, che la giornata in sé.

Questo perché l’amata famiglia tanto più è amata quanto più può diventare fonte di sottili (ma anche meno sottili) tensioni… e quale migliore occasione per farle esplodere tutte se non una giornata che vede riuniti ‘forzatamente’ tutti quegli stessi parenti fonte di certezze ma anche di conflitti, rivalità, incomprensioni mai espresse…

Per non parlare poi delle decisioni che devono precedere i cenoni natalizi: dove andare e con chi, ma soprattutto perché con alcuni e non con altri?

Ci si riferisce ad uno dei motivi più frequenti di litigio nelle coppie, perché se è vero che il Natale è l’enfasi della ‘famiglia’, allora con quale famiglia trascorrerlo può diventare una questione non da poco nell’economia di una relazione (con il rischio di lasciare sempre scontento almeno un partner che dovrà ‘subire’ le feste in un ambiente che nella migliore delle ipotesi non era la sua prima scelta).

Come sempre quando le attese sfiorano l’idealizzazione, si allontanano dalla concretezza delle scelte reali creando grandi inciampi all’umore.

Come fare quindi in modo da non cadere nei molteplici tranelli delle festività natalizie, rischiando l’effetto malinconia rabbiosa per tutti i dieci giorni di meritato riposto vacanziero?

Come evitare quindi che uno sproporzionato desiderio di Natale ci trasformi in Grinch brutti e verdi senza neanche avere il tempo per rendersene conto?

 

Il primo passo da fare è sicuramente ridimensionare i ‘devo’ delle feste.

Troppo di frequente infatti le consuetudini si trasformano in obblighi senza via d’uscita: si è sempre fatto così, quindi non si può fare diversamente perché altrimenti…

Altrimenti? Non c’è ‘ma’ più prezioso di quello che salvaguardi il nostro umore e la nostra serenità (e di conseguenza anche quelli di chi ci è accanto!). Meglio una piccola delusione oggi che una grande caduta domani.

In poche parole se ci sono rituali (come andare a casa di quei parenti che non ci piacciono e con i quali abbiamo mille conti in sospeso) che finiscono sempre per risultarci indigesti, non c’è alcun motivo per perpetuarli imperterriti solo per amore dello status quo.

Le cose vanno lasciate inalterate (forse) solo se generano positività in noi e nel nostro intorno, altrimenti è ora di voltare pagina, con tutte le fatiche temporanee che questo comporta.

E se le scappatoie fossero non così facili da ottenere, allora evitiamo di ingoiare rospi su rospi per poi rischiare l’indigestione proprio il giorno del cenone o due ore prima dello stesso. Organizzarsi in gruppo (parenti o no) crea sempre piccoli dissidi, incomprensioni, capricci… per il semplice fatto che nessuno sarà mai contento del risultato (dato che nessuno può fare tutto come vorrebbe se fosse il solo a poter decidere): allora perché ancorarsi alle proprie idee come se si stesse decidendo del futuro dell’umanità.

 

Riproporzionare le attese è proprio questo: ricordarsi del dato di realtà che si tratta di una cena, un pranzo, una giornata, una festa, un’occasione… solo se lo teniamo bene a mente ogni volta che l’ira si impossessa di noi per un programma non preventivato potremo evitare di incorrere davvero in inciampi non sempre così passeggeri…

 

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