Amore: Come trovar(si)

Se c’è un tema in cui tutti si sentono più o meno in grado di poter dire la loro ma nessuno può definirsi davvero in grado di farlo, questo sono le relazioni d’amore, fonte di immensi picchi di gioia (o di tanto agognata tranquillità) quanto di profondi baratri di tristezza e malinconia.

Siamo programmati per stabilire nuclei affettivi stabili e rassicuranti, per cercare qualcuno da chiamare ‘famiglia’ dopo che l’età ci ha portati (si spera) inevitabilmente fuori dalla famiglia d’origine. In un mondo e una realtà in cui nulla è davvero ‘controllabile’ (anche se amiamo tanto poterci illudere che lo sia), avere accanto qualcuno che possa essere ‘solidale’ con noi anche nella tempesta è una risorsa assai desiderabile.

Perché ciò che davvero ci rende indispensabile (o forse inevitabile) il desiderio d’Amar(si) è un profondo bisogno di stabilire relazioni umane che puntellino in modo fermo il turbinio degli eventi e della vita: poter contare su qualcuno che non sia solo noi stessi, ma che sia legato a noi in modo così profondo da diventare alla fine parte di noi stessi. Creare una famiglia è anche un modo per trasmettere l’eredità di quello che si è stati e che si è a qualcuno che non solo ci sopravviverà, ma è ‘parte di noi’… e condividere tutte queste ‘parti’ con un nostro pari (un/a partner) è desiderio terribilmente umano, enormemente forte.

Le relazioni sentimentali stabili e profonde ci permettono di allargare, per così dire, il campo d’azione: di mettere su un terreno comune (e che non è più solo nostro interno) aspetti di noi stessi, desideri, aspirazioni, bisogni, ma anche paure, dubbi, difficoltà*… in modo da darci almeno per un po’ la sensazione di poter alleggerire il carico, di ‘relativizzare’ tutti quei pensieri ed emozioni che ‘dal di dentro’ diventano spesso troppo ingombranti e troppo vicini per poter essere messi a fuoco.

La differenza tra un partner e un amico allora qual è? Perché è vero che anche l’amicizia (quella autentica e di serie A) ci può permettere di avere un legame solidale che alleggerisce la prospettiva soggettiva sulle nostre vite… ma l’Amore ha in più una forma di desiderio che è anche ‘fisico’, è di fusione nel corpo e non solo nelle menti, è una spinta che porta in sé il seme della condivisione di una vita (la propria) e di altre vite (i figli ad esempio, ma non solo).

Il problema non trascurabile resta uno solo: capire quando si è davvero trovato qualcuno che ci possa accompagnare nel cammino incerto della vita e che a nostra volta possiamo accompagnare…

Per riconoscere qualcuno però, è necessario in primis conoscersi davvero (e non solo illudersi di farlo) …

Perché se l’amore comporta- come si è detto- la condivisione di ‘parti’ di sé*, lo scambio reciproco di queste ‘parti’ su un campo comune… cosa succede se finiamo per riversarci qualcosa di cui non abbiamo nessuna consapevolezza?

Nel gioco delle condivisioni reciproche, infatti, non rientrano solo gli aspetti piacevoli ed edificanti di noi (la nostra bravura, la nostra generosità, la nostra intelligenza…) ma anche e soprattutto tutti quegli aspetti (quelle parti appunto) un po’ più in ombra (come può essere un fondo di egoismo che non ci riconosciamo, una puntigliosità che fatichiamo ad ammettere, una rigidità che non vorremmo avere ma che c’è in qualche ambito o in tutti…) …

E sono proprio queste le parti di noi (quelle che non tanto ci piacciono e che lasciamo nell’ombra) che più compromettono non solo le relazioni d’amore già avviate, ma soprattutto la possibilità di trovare un partner d’amore.

Tutto ciò che non vogliamo vedere di noi stessi (e fatichiamo a riconoscerci) in una relazione intima salta fuori come davanti ad uno specchio impietoso… magari non subito, ma sicuramente.

Tutte quelle caratteristiche che il partner ci vede così nettamente e che noi vediamo nel partner, ma che reciprocamente non vogliono essere riconosciute, restano nel campo del rapporto come una mina inesplosa…

Le peggiori rotture nelle relazioni non avvengono quasi mai per caso o all’improvviso… di solito quello che ‘salta fuori dall’ombra’ è un aspetto che a lungo avevamo messo noi stessi nel campo della relazione, ma che continuando a negare ha generato un effetto domino di reazioni e azioni anche nel nostro partner.

Così anche per ‘trovarsi’, per ‘trovare’ qualcuno, come mai potremo pensare di riuscire a mettere a fuoco una relazione se fuori fuoco siamo proprio noi (con tutte quelle parti dolenti e le piccole/grandi brutture che non vogliamo proprio guardare negli occhi)?

Lavorare su sé stessi, proprio a partire da tutto quello che più ci rende ‘suscettibili’ e sensibili è il primo e l’unico passo sulla strada della ricerca dell’Amore autentico per (sé e per) un’altra persona…

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